A che punto siamo con lo sport a San Felice? A distanza di quasi sei anni dal terremoto, cosa resta da fare, come sta evolvendo l’interminabile questione del centro sportivo? Questioni che Giordano Mestola, presidente della Polisportiva Unione 90, vive da tempo con i suoi collaboratori. Abbiamo ritenuto giusto fare il punto della situazione, con persone che fanno del sostegno allo sport sanfeliciano una bella e impareggiabile esperienza di volontariato.

Presidente, partiamo dal problema più evidente. Sono alcuni anni che ci raccontiamo che il centro sportivo presto riparte, e siamo ancora lì a raccontarcela

Premetto che parlo come polisportiva, non mi permetto di giudicare né conosco i dettagli dal punto di vista tecnico. Ma è innegabile che ci siano stati evidentemente dei problemi. La questione è nota, anzitutto legata agli imprevisti nei lavori di consolidamento. Noi non possiamo che prendere atto, di una situazione che richiede maggiori fondi e più tempo. E tuttavia nei giorni scorsi l’amministrazione comunale mi ha garantito che i finanziamenti ci sono, e che presto verrà bandita una nuova gara per il completamento.

 

Che in termini di tempo cosa può significare?

Diciamo che se noi riuscissimo ad inaugurare prima dell’inverno del 2018 io sarei così  contento da accendere… un cero.  Ci proponiamo quel risultato, poi ritengo giusto che a quel punto si debba dare ogni spazio a nuove forze per gestire.

Lo stato attuale?

Sono state completate le opere strutturali esterne e anche tinteggiate. I lavori sono proseguiti, col montaggio delle finestre. Oggi la struttura è chiusa, tinteggiata. Dentro invece resta praticamente tutto da rifare. Dalle pavimentazioni agli impianti, che vanno messi a norma. Sarà un lavoro importante…

Per avere cosa alla fine?

Le palestre e le dotazioni che c’erano prima: una dedicata a basket e pallavolo, una a tennis, che alleggerisca i costi del pallone di via Repubblica, e al calcetto, che è uno sport in crescita. Poi l’altra palestra polivalente e i servizi, inclusa la palestra speciale che era stata finanziata con una dotazione… Dovrebbe essere sistemato anche il campetto all’aperto.

Gli altri impianti?

A Rivara sono stati fatti lavori importanti, e c’è ottima collaborazione. Stesso discorso con l’Us San Felice e la atletica, che dopo le sofferenze del terremoto hanno riavuto le strutture e con cui si collabora positivamente. Confine funziona bene, a San Biagio c’è stata la crisi del calcio, che è migrato a Mortizzuolo, il campo lo ha gestito con ordine e pulizia il gruppo degli arcieri. Usiamo molto anche le palestre delle scuole medie ed elementari, per dare spazi anche ad altri sport, alcuni emergenti. Chiaro che i problemi ci sono, come è chiaro che l’emergenza terremoto ha messo tutti alla prova. Ma sono fiducioso, tanto nell’amministrazione che nei gruppi sportivi, che ringrazio per l’impegno, la disponibilità a confrontarsi e la pazienza. Considerate che noi siamo volontari, da anni, e i sacrifici non mancano. Con l’aiuto di tutti potremo completare questa impresa e mettere a punto finalmente il miglior piano di gestione complessivo”.