Adriano Neri, mirandolese, è da una vita nel calcio, e da 7 anni dirigente accompagnatore dell’Us San Felice.
Ex operaio e poi imprenditore del settore metalmeccanico, ha dovuto interrompere la carriera di calciatore
ancora giovane, quando militava nella Mirandolese, per un infortunio
Adriano, raccontaci
Mi fermò un infortunio al ginocchio, ma da allora ho deciso che sarei rimasto nel calcio. Ho cominciato
come dirigente nel settore giovanile della stessa Mirandolese. Poi, quando la società venne rilevata
dall’allora Mortizzuolese, sono passato alla prima squadra. E sono rimasto anche quando, con la fusione
con Concordia, divenimmo Atletic Pico. In seguito, con gli amici, siamo approdati a San Felice

E come valuti questi sette anni?
Anzitutto con la soddisfazione di avere sempre confermato la categoria. A San Felice ho trovato un
ambiente sano, persone con cui si sta bene. Non ho mai avuto problemi, conto che questa esperienza possa
proseguire con le stesse soddisfazioni

Domenica a Rolo eri in panchina. Come hai visto da vicino i nostri giovani?
Diciamo che resta la nostra difficoltà principale, quella di fare gol. Ma i ragazzi mi sono piaciuti, la squadra
sta dando riscontri positivi, che fanno ben sperare anche per il futuro

Il prossimo futuro si chiama Fidentina
Una squadra che vale di più della sua classifica. Capace di fare della velocità e del contropiede una delle sue
armi migliori. Occorrerà il miglior San Felice, perché noi dobbiamo fare la nostra partita, e puntare ad una
vittoria che manca da un po’ di tempo, e che ci consenta di sistemarci in vista del girone di ritorno

Il San Felice in questa prima fase di campionato si è ritrovato invischiato nella zona retrocessione
Purtroppo, come sapete, la fortuna ci ha girato le spalle, specie con gli infortuni di parecchi giocatori, alcuni
dei quali titolari importanti. Lo scorso anno, pur tra qualche disavventura, la situazione indubbiamente era
meno avversa. Ma resto fiducioso. Primo perché nelle ultime due gare i ragazzi hanno risposto con
prestazioni importanti, poi perché prima o poi potremo contare nuovamente su un organico meno
decimato. Credo che San Felice abbia le credenziali per salvaguardare la categoria. Se sapremo tutti
impegnarci in quella direzione, è nelle nostre possibilità anche una salvezza diretta