La Promozione richiede una mentalità da… Promozione. Ovvero pochi orpelli, poco cinema, ma tanta, tanta concretezza.  Se c’era bisogno di scoprirlo, i giallorossi l’hanno fatto domenica a Baiso, sulle colline reggiane. Dove il tifo scomposto dei locali ha contribuito a condizionare una gara che è l’esatto paradigma di quello che non deve accadere.  Ne usciamo infatti con una espulsione del nuovo centrale difensivo Caiti, una valanga di ammonizioni e due gol, sufficienti a sconfiggerci. E  questo nonostante il fatto che gioco e partita li abbiamo fatti noi.  Perché? Perché al cospetto del blasonato San Felice i neopromossi montanari reggiani hanno messo voglia, fame, ed una organizzazione meticolosa del loro pur inferiore potenziale.  La risposta dei giallorossi è stata una prestazione sottotono, con qualche errore di troppo. Pagato sicuramente troppo. Poi, si sa, il calcio è carambola, casualità, che si sono puntualmente manifestate nei tre gol.

I segnali positivi non sono mancati, tuttavia. A partire dalla roboante vittoria con cui in settimana era stato demolito il Fabbrico (5-1) nell’esordio di Coppa.

Ecco, il San Felice che serve è esattamente quello visto al comunale con il Fabbrico, in Coppa. Fame, ritmo, possenza, combattività e spietata lucidità sotto porta. Con quale scopo? Certamente con la convinzione che un’ottima stagione restituirà credibilità e rango alla capitale del calcio della Bassa. Che capitale lo dovrebbe essere anche guardando ad altro, ai giovani. Un positivo segnale tra tante difficoltà lo può rappresentare l’anteprima:  al comunale sono scese in campo  ben 9 squadre professionistiche, con i loro… Pulcini. Ovvero con l’anima e la speranza di ogni associazione che oggi sappia fare un calcio di prospettiva. Essere o non essere, questo è il dilemma. Anche nel calcio dilettantistico . Nella foto il rigore dell’ 1-0 del Baiso domenica. Gara conclusa per 2-1 a favore dei locali. (ase)