Una festa per il futuro

Oggi l’ultimo match interno contro l’Arcetana (ore 15.30), poi il rinfresco allo stadio e tutti invitati dalle 19 ai laghetti Palazzi, per la cena offerta dalla società a sportivi, appassionati e amici delle società vicine.

Leggere e ricevere decine di messaggi di dirigenti delle altre società di Promozione, che hanno riconosciuto il merito e la correttezza dell’Us San  Felice nella riconquista dell’Eccellenza. E’ una delle soddisfazioni meno conclamate ma più gratificanti di questi quindici giorni di festa che dalla roboante vittoria con il Vezzano ci hanno accompagnato fino all’ultimo incontro casalingo di questa stagione, con l’Acetana. Nel motore del San Felice c’è stata la birra di ragazzi tutti onorati di indossare la casacca giallorossa, rispettandola e servendola per la storia che rappresenta. Un gruppo cresciuto e amalgamato dallo staff tecnico, allenatore Galantini in testa. Staff determinato alla orgogliosa e vincente riparazione delle disavventure della scorsa stagione. Chi è rimasto a difesa della nostra bandiera, a cominciare da capitan Marchesini e dal portierone Baia, chi di fatto è sempre stato dei nostri, come Belluzzi, ha avuto la saggezza di accogliere i nuovi arrivati, che alla fine hanno dato ogni energia, ogni lucidità, ogni capacità, all’insegna di una eleganza nello stile e nel gioco che, per l’appunto, ci hanno reso ammirevoli. Perché non eravamo neppure i più favoriti, tantomeno i più strutturati e altisonanti, dopo i dolori e le incomprensioni di una stagione maligna. Perché San Felice non possiede mezzi economici e – purtroppo – un settore giovanile in grado di alimentare in automatico livelli stellari. Perché il futuro è sempre da costruire, in divenire. Nel futuro immediato ci sono due partite. Importanti per mantenere la credibilità finora conquistata, e per verificare su quali pedine essenziali costruire il prossimo campionato di Eccellenza. Le voci – di mercato – ci sono già, e tante. Da quelle ormai assodate a quelle da bar.
Ma la maglia va onorata fino alla fine, per lo sport, per i tifosi, e per consentire di valutare da dove e da chi decollare verso il futuro meno immediato. Certamente dai giovani, quest’anno nota positiva, certamente da chi ha imparato a non arrendersi, a sapere che dopo la disavventura può arrivare l’avventura. San Felice tutta insieme lo ha dimostrato, anche e specialmente nei ruoli comprimari, nell’autonomia e nella serenità in cui è stato lasciato l’ambiente, nel senso più bello dello sport. Vincere a testa alta, con il rispetto e con i complimenti degli altri. Sì ragazzi, siete stati campioni anche di questo. Grazie (ase)